Proibire il gioco d’azzardo non serve a nessuno

proibire il gioco d'azzardo

A nulla, probabilmente, sono servite le esperienze di alcune città del Nord Italia che hanno applicato “il proibizionismo” nei confronti del mondo del gioco d’azzardo e di quello dei casino online, “bandendolo” dal proprio territorio e continuando a fare campagne su campagne “no gioco” e non ottenendo i risultati che si erano prefissate. Non è bastato, neppure, che in altre città vi sia stata una nascita ed una crescita di illegalità e di totem che ha portato ad altre iniziative ancora più “pesanti ed onerose”. Evidentemente, però, “Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico”…

Quindi, dopo lo stillicidio di ordinanze che hanno toccato la città di Napoli, dopo innumerevoli ordinanze che hanno toccato tantissime città in Piemonte, ecco che diventa operativa l’ordinanza della città di Firenze sugli orari di accensione degli apparecchi di gioco sia per le slot machine che per le Vlt, che fa “alzare gli scudi da combattimento” anche da parte degli operatori e le associazioni fiorentini. E le Associazioni come Sapar e come As.Tro non possono stare zitte e non fare sentire la loro voce, sempre e comunque forte e chiara, a difesa dei propri iscritti.

I Comuni, secondo Sapar, continuano ad emanare ordinanze senza interpellare le associazioni dei casino online con giochi dal vivo, calpestando così i diritti dei lavoratori del settore. Oltre tutto, i provvedimenti che vengono adottati sono mirati esclusivamente a colpire le apparecchiature da intrattenimento a beneficio di altre offerte di gioco, come i gratta&vinci ed il lotto, che sono disponibili in tutte le ore del giorno. L’ordinanza dovrebbe essere estesa a tutti i giochi in modo da non far sentire “discriminate” le “famigerate macchinette” e le Vlt: se legge ci deve essere… che sia uguale per tutti (almeno così è la scritta apposta nei Tribunali del nostro territorio).

Secondo As.Tro, il Sindaco di Firenze pensa e pinterest sui casino online, e crede, che con la limitazione degli orarisi possa ridurre l’incidenza del gioco problematico, non essendo forse a conoscenza dei dati “veri” che il territorio comunica: la diffusione del fenomeno aumenta in base ed in relazione all’aumento del proibizionismo. Sembrerebbe, oltre tutto, che il Sindaco abbia fatto “orecchio da mercante” relativamente alle quattro richieste di audizione da parte dell’associazione che continua a puntualizzare che l’antitesi non è rappresentata da “gioco sì o gioco no”, ma fra “gioco legale e gioco illegale”: il proibizionismo porta il cittadino-giocatore a “cadere nella rete dell’illegalità”, dell’online che contiene giochi assai più “aggressivi” di quelli messi a disposizione dallo Stato.

Non manca certamente anche la voce di Aduc -Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori-, interpellata da twitter che si occupa di dare notizie sul gioco d’azzardo legale e sui casino online italiani, per la quale non esiste nella storia in generale, italiana e non solo, una dipendenza che sia stata sconfitta con il proibizionismo: alcool, tabacco, droghe pesanti, cibo e tante altre dipendenze.Non vi è dubbio che il proibizionismo crei “clandestinità” dato che se alla domanda non si trova risposta, a fronte del desiderio in questo caso del gioco, non c’è barriera o prospettiva di multa che faccia desistere. Il proibizionismo fa crescere il mercato clandestino, disordine pubblico e consumatori in crescita. Attenzione, attenzione a prendere iniziative “per il bene” che si possono concretizzare “con il male”…